Chi è Titti?

 
  • Patrizia Palmisano nasce a Milano il 20 dicembre 1954.
  • Si diploma al Liceo Artistico “Beato Angelico” di Milano nel 1973.
  • Consegue l’Attestato di Graphic design frequentando la “Scuola Politecnica di design” sempre a Milano, istituto che si avvale dei più valenti grafici del momento, acquisendo specifiche conoscenze nel campo grafico…
  • Lavora per due anni presso lo studio Grafico di Giulio Confalonieri, famoso grafico a livello internazionale (suoi sono numerosi marchi delle aziende dell’epoca es. Seteria Ratti di Como, Breda fucine, casa editoriale Domus, Triennale di Milano etc, etc.) che valorizza le sue capacità creative, infondendole sicurezza nelle stesse, e a cui sarà eternamente grata.
  • Per dodici anni lavora presso la Casa Editrice Franco Maria Ricci, in qualità di grafica editoriale, acquisendo conoscenze di impaginazione libri e riviste d’arte, e quindi metodologie di stampa, scelta di carte pregiate, scelta di foto di dipinti e controllo qualità del prodotto finito.
  • A questo punto la sua carriera ha un arresto: si dedica alla crescita dei suoi figli Chiara e Matteo, alla sua povera mamma che si ammala gravemente: rimane latente il suo desiderio di espressione creativa che sfocia poi nella pittura….
  • Le “Pigotte” sono il primo passo espressivo personale, dove si nota il tratto grafico, netto, senza ombre né luci, piatto, senza prospettiva, come tanti marchi a cui negli anni si era dedicata….
  • Gianni Guadalupi, eccellente scrittore di viaggi fantastici realizzati per Franco Maria Ricci, in occasione della sua prima mostra sui Navigli dice delle sue pigotte:
  • Bambole,muse inquietanti, o per meglio dire pigotte, come venivano chiamate in dialetto milanese e dintorni,parole in via di estinzione”… 

  •   ancora….”pigotte con gli occhioni sgranati,con il vestitino della festa e i nastri fra i capelli con le cuffie, i pizzi e i ricami, che non si sporcano il vestito, che  stanno in casa a guardare il mondo dalla finestra e che sono nate accanto ai bambini (e come potevano nascere altrove?),e poi “dipinte non in uno studio, ma su di un tavolo da cucina da una mamma che aiutava i figli a fare i compiti..chissà cosa attendono, chissà cosa aspettano, forse somigliano a ricordi dinfanzia, e raccontano favole che tocca a noi decifrare nei geroglifici dei pizzi e nei petali dei fiori”……
  • Con il tempo, dopo la scelta di trasferirsi in una cascina nella campagna lombarda incomincia il suo viaggio pittorico nella natura che tanto ama e nascono quadri di fiori, paesaggi che la circondano …e poi animali domestici di cui ama circondarsi.
  • Grazie alla acquisizione di pitture murarie, affronta il mondo immaginario del”trompe l’oeil” o per meglio dire illusioni ottiche, eseguendo dipinti murali prospettici per case di privati….
  • Chissà dove la porterà la sua ricerca personale…staremo a vedere!!!